Articolo a cura dell’Associazione Tutela Pazienti Cannabis Medica APS ETS
La dipendenza da eroina e cocaina rappresenta una delle principali sfide della medicina delle dipendenze. Non si tratta esclusivamente di un comportamento volontario, ma di una condizione clinica cronica caratterizzata da profonde modificazioni neurobiologiche nei circuiti della ricompensa, della memoria emotiva e della regolazione dello stress.
Negli ultimi anni, la letteratura scientifica internazionale ha iniziato a esplorare il possibile ruolo della cannabis terapeutica, in particolare del cannabidiolo (CBD), come supporto complementare nei percorsi di disintossicazione.
La neurobiologia della dipendenza
L’eroina (oppioide) e la cocaina (stimolante) agiscono su sistemi neurochimici differenti, ma convergono su un punto centrale: l’alterazione del circuito dopaminergico mesolimbico, responsabile della percezione della ricompensa.
Con l’uso cronico si verifica:
- down-regolazione dei recettori
- alterazione della risposta allo stress
- ipersensibilità agli stimoli ambientali associati alla sostanza
- compromissione dei meccanismi di controllo esecutivo
Durante l’astinenza emergono sintomi intensi: craving, ansia, disforia, insonnia, irritabilità e dolore fisico (particolarmente marcato negli oppioidi). Questi fattori rappresentano le principali cause di ricaduta.
Il sistema endocannabinoide: un regolatore chiave
Il sistema endocannabinoide interviene nella modulazione di:
- stress e ansia
- memoria emotiva
- risposta al dolore
- regolazione dell’umore
- trasmissione dopaminergica
La sua interazione con i circuiti della dipendenza ha portato la comunità scientifica a considerarlo un possibile target terapeutico.
I fitocannabinoidi, in particolare il CBD, non producono effetti euforizzanti ma agiscono come modulatori indiretti, contribuendo alla stabilizzazione neurobiologica.
Evidenze cliniche nella dipendenza da eroina
Uno studio clinico randomizzato pubblicato su American Journal of Psychiatry (Hurd et al., 2019) ha analizzato l’effetto del CBD su soggetti con disturbo da uso di eroina in astinenza.
I risultati hanno evidenziato:
- significativa riduzione del craving indotto da stimoli ambientali
- riduzione dell’ansia correlata alla sostanza
- diminuzione della risposta fisiologica allo stress
Un dato rilevante riguarda la persistenza dell’effetto per diversi giorni dopo la somministrazione.
Queste evidenze non sostituiscono la terapia standard (metadone, buprenorfina), ma suggeriscono un possibile ruolo complementare nella gestione della fase più delicata del recupero.

Evidenze nella dipendenza da cocaina
Nella dipendenza da cocaina, il problema principale è il craving psicologico associato alla memoria ambientale e agli stimoli contestuali.
Studi preclinici pubblicati su Neuropsychopharmacology indicano che il CBD riduce la ricaduta indotta da stimoli associati alla sostanza nei modelli animali.
Sebbene siano necessari ulteriori studi clinici sull’uomo, la modulazione del sistema endocannabinoide appare promettente come strumento di supporto nella prevenzione della ricaduta.

Riduzione del danno e integrazione terapeutica
Nel contesto della medicina delle dipendenze, l’approccio moderno non si limita all’astinenza immediata, ma integra:
- terapia farmacologica sostitutiva
- psicoterapia
- supporto psicosociale
- interventi di riduzione del danno
In questa prospettiva, la cannabis terapeutica potrebbe trovare spazio come supporto sintomatologico nei casi selezionati, sotto stretto controllo medico.
È essenziale ribadire che non si tratta di una “cura della dipendenza”, ma di una possibile integrazione terapeutica.
Il precedente normativo in Puglia
Un capitolo rilevante riguarda l’esperienza normativa della Regione Puglia durante la presidenza di Nichi Vendola.
La legge regionale pugliese sulla cannabis terapeutica includeva, in una fase iniziale, tra le possibili indicazioni anche la disintossicazione da sostanze quali alcol, eroina e cocaina.
Si trattò di una previsione innovativa nel panorama italiano, che riconosceva il potenziale utilizzo della cannabis medica nell’ambito delle dipendenze.
Tale previsione, tuttavia:
- non è stata pienamente implementata sul piano operativo
- non ha trovato un protocollo applicativo regionale strutturato
- è stata successivamente modificata con l’eliminazione del riferimento esplicito alla disintossicazione
Questo precedente dimostra che il dibattito istituzionale su questo tema non è recente e che esiste una storia normativa che merita di essere analizzata e compresa alla luce delle evidenze scientifiche attuali.
Il quadro normativo attuale
Ad oggi, in Italia, la cannabis a uso medico è autorizzata per indicazioni specifiche (dolore cronico, spasticità, nausea da chemioterapia e altre condizioni valutate dal medico).
La dipendenza da sostanze non rientra formalmente tra le indicazioni approvate. Eventuali utilizzi in questo ambito rientrano nella responsabilità clinica del medico o in contesti di ricerca.
Conclusioni
La ricerca sul sistema endocannabinoide e sulle dipendenze è in evoluzione. Le evidenze attuali non definiscono la cannabis terapeutica come trattamento sostitutivo delle terapie standard, ma suggeriscono un potenziale ruolo complementare nella riduzione del craving e dell’ansia da astinenza.
Il precedente normativo pugliese dimostra che il tema è stato già oggetto di riflessione istituzionale. Oggi, alla luce delle nuove evidenze scientifiche, appare necessario un confronto basato su dati, rigore metodologico e tutela della salute pubblica.
La medicina delle dipendenze richiede strumenti plurali, valutazioni cliniche individualizzate e un approccio fondato sull’evidenza scientifica.
Fonti scientifiche
- Hurd YL et al. (2019). Cannabidiol for the Reduction of Cue-Induced Craving and Anxiety in Drug-Abstinent Individuals With Heroin Use Disorder. American Journal of Psychiatry. https://doi.org/10.1176/appi.ajp.2019.18101191
- Prud’homme M et al. (2015). Cannabidiol as an intervention for addictive behaviors: A systematic review. Substance Abuse: Research and Treatment. https://doi.org/10.4137/SART.S25081
- Viudez-Martínez A et al. (2018). Cannabidiol reduces cocaine-induced reinstatement of drug seeking in mice. Neuropsychopharmacology. https://doi.org/10.1038/npp.2017.260

