Continuità terapeutica:
un diritto da difendere
La nostra associazione si batte per garantire ai pazienti in terapia con cannabis medica il diritto alla continuità delle cure. Leggi la nostra lettera aperta alle istituzioni e unisciti alla causa.
ad uso medico in Italia
- Al Presidente della Repubblica Italiana
- Al Ministro della Salute
- All'Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute
- Al Parlamento Italiano – Commissioni competenti in materia di Sanità
L'Associazione Tutela Pazienti Cannabis Medica APS TS promuove la presente lettera aperta al fine di garantire la piena ed effettiva tutela del diritto costituzionale alla salute dei pazienti in trattamento con cannabis ad uso medico.
A seguito dell'interruzione del contratto di produzione tra lo Stato dei Paesi Bassi e l'azienda farmaceutica Bedrocan, nonché della riorganizzazione dell'offerta farmaceutica annunciata a partire dal 2027, stanno emergendo criticità strutturali che stanno già producendo conseguenze concrete e allarmanti sul territorio nazionale.
In diverse Regioni, tra cui la Liguria, pazienti clinicamente stabilizzati stanno subendo ritardi, carenze e interruzioni nella dispensazione delle terapie prescritte, con un grave rischio di compromissione della continuità terapeutica e della stabilità clinica, in contrasto con i principi di appropriatezza, sicurezza e uniformità dell'assistenza sanitaria garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Secondo quanto comunicato, dal 2027:
- Bedrocan continuerà ad essere disponibile come infiorescenza ad alto contenuto di THC;
- Bedrolina sostituirà Bedrolite, mantenendo il profilo ad alto contenuto di CBD;
- Bedica e Bediol non saranno più disponibili.
La cessazione di Bedica e Bediol rappresenta una criticità clinicamente rilevante. Tali infiorescenze costituiscono presidi terapeutici con specifiche caratteristiche chimico-farmacologiche e profili terpenici che determinano risposte cliniche individualizzate e non automaticamente sovrapponibili ad altri prodotti.
Per Bediol potrebbe ipotizzarsi una valutazione comparativa con FM2; tuttavia, l'eventuale equivalenza potrà essere accertata esclusivamente attraverso un monitoraggio clinico strutturato nella fase di transizione sui pazienti già stabilizzati. Permane invece una criticità significativa per Bedica, per la quale non risultano alternative con caratteristiche farmacologiche e terpeniche comparabili.
La presente istanza si fonda su:
- Art. 32 della Costituzione Italiana – tutela del diritto fondamentale alla salute;
- Art. 3 della Costituzione – principio di uguaglianza sostanziale;
- Principio di continuità terapeutica riconosciuto nella prassi clinica;
- Dovere dello Stato di garantire accesso effettivo alle terapie prescritte.
La sostituibilità automatica tra infiorescenze differenti non è clinicamente neutra e può determinare conseguenze sulla stabilità terapeutica dei pazienti.
Chiediamo:
- Garanzie formali di continuità terapeutica per i pazienti già stabilizzati;
- L'adozione di un regime transitorio che consenta la prosecuzione delle terapie fino alla validazione clinica delle eventuali alternative;
- L'attivazione urgente di un tavolo tecnico-istituzionale con il coinvolgimento delle associazioni di tutela;
- L'elaborazione di un piano nazionale strutturato che assicuri pluralità dell'offerta terapeutica, qualità e tracciabilità delle forniture.
La salute dei cittadini non può essere subordinata a incertezze produttive o a riorganizzazioni non accompagnate da adeguate misure di salvaguardia.
Confidiamo nell'intervento tempestivo delle Istituzioni della Repubblica.
Invitiamo cittadini, associazioni e operatori sanitari a sottoscrivere la presente lettera aperta per sostenere la continuità terapeutica e la piena tutela del diritto alla salute.
ad uso medico in Italia
- –Al Presidente della Repubblica Italiana
- –Al Ministro della Salute
- –All'Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Salute
- –Al Parlamento Italiano – Commissioni competenti in materia di Sanità
L'Associazione Tutela Pazienti Cannabis Medica APS TS promuove la presente lettera aperta al fine di garantire la piena ed effettiva tutela del diritto costituzionale alla salute dei pazienti in trattamento con cannabis ad uso medico.
A seguito dell'interruzione del contratto di produzione tra lo Stato dei Paesi Bassi e l'azienda farmaceutica Bedrocan, nonché della riorganizzazione dell'offerta farmaceutica annunciata a partire dal 2027, stanno emergendo criticità strutturali che stanno già producendo conseguenze concrete e allarmanti sul territorio nazionale.
In diverse Regioni, tra cui la Liguria, pazienti clinicamente stabilizzati stanno subendo ritardi, carenze e interruzioni nella dispensazione delle terapie prescritte, con un grave rischio di compromissione della continuità terapeutica e della stabilità clinica, in contrasto con i principi di appropriatezza, sicurezza e uniformità dell'assistenza sanitaria garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Secondo quanto comunicato, dal 2027:
- Bedrocan continuerà ad essere disponibile come infiorescenza ad alto contenuto di THC;
- Bedrolina sostituirà Bedrolite, mantenendo il profilo ad alto contenuto di CBD;
- Bedica e Bediol non saranno più disponibili.
La cessazione di Bedica e Bediol rappresenta una criticità clinicamente rilevante. Tali infiorescenze costituiscono presidi terapeutici con specifiche caratteristiche chimico-farmacologiche e profili terpenici che determinano risposte cliniche individualizzate e non automaticamente sovrapponibili ad altri prodotti.
Per Bediol potrebbe ipotizzarsi una valutazione comparativa con FM2; tuttavia, l'eventuale equivalenza potrà essere accertata esclusivamente attraverso un monitoraggio clinico strutturato nella fase di transizione sui pazienti già stabilizzati. Permane invece una criticità significativa per Bedica, per la quale non risultano alternative con caratteristiche farmacologiche e terpeniche comparabili.
La presente istanza si fonda su:
- Art. 32 della Costituzione Italiana – tutela del diritto fondamentale alla salute;
- Art. 3 della Costituzione – principio di uguaglianza sostanziale;
- Principio di continuità terapeutica riconosciuto nella prassi clinica;
- Dovere dello Stato di garantire accesso effettivo alle terapie prescritte.
La sostituibilità automatica tra infiorescenze differenti non è clinicamente neutra e può determinare conseguenze sulla stabilità terapeutica dei pazienti.
Chiediamo:
- Garanzie formali di continuità terapeutica per i pazienti già stabilizzati;
- L'adozione di un regime transitorio che consenta la prosecuzione delle terapie fino alla validazione clinica delle eventuali alternative;
- L'attivazione urgente di un tavolo tecnico-istituzionale con il coinvolgimento delle associazioni di tutela;
- L'elaborazione di un piano nazionale strutturato che assicuri pluralità dell'offerta terapeutica, qualità e tracciabilità delle forniture.
La salute dei cittadini non può essere subordinata a incertezze produttive o a riorganizzazioni non accompagnate da adeguate misure di salvaguardia.
Confidiamo nell'intervento tempestivo delle Istituzioni della Repubblica.
Invitiamo cittadini, associazioni e operatori sanitari a sottoscrivere la presente lettera aperta per sostenere la continuità terapeutica e la piena tutela del diritto alla salute.
di sottoscrizione
Aggiungi la tua voce per tutelare il diritto alla continuità terapeutica.
